Patch in the box: seconda edizione

Dopo il successo della prima edizione, siamo pronte per lanciare le nuove Patch in the Box.

Questa volta la parola d’ordine è… SORPRESA! Se stai leggendo questo post pensando di scoprire che cos’abbiamo inserito nelle nuove scatole rimarrai delusa: le box sono nate per regalare quei momenti di emozione da Vigilia di Natale, quell’entusiasmo da bambina davanti ai regali di Natale, ovviamente il tutto all’insegna della nostra comune passione da Patchworkvictim.

Quello che ti proponiamo quindi è di regalarti la Patch in the Box a “scatola chiusa”; per la prima settimana (o qualche giorno in più, in modo che possano arrivare a destinazione) le box saranno in vendita senza altri dettagli. Poi le apriremo e vi racconteremo il loro contenuto… Sempre che non finiscano prima! Anche questa volta si tratterà di un’edizione limitata.

Vuoi dare almeno una sbirciatina? Ecco qualche indizio su che cosa contiene la seconda edizione delle Patch in the Box:

  • tante stoffe diverse, in diversi formati;
  • un regalino cucito dal nostro laboratorio;
  • una ricetta super collaudata da provare subito;
  • un piccolo accessorio per il cucito.

Regalati una sorpresa, regalati la nuova Patch in the Box!

Patch in the box

Se siete figlie degli anni Settanta come me (o dei Sessanta, o dei Cinquanta, o degli Ottanta e Novanta… insomma, se siete state bambine), ve li ricordate di sicuro: quelli che gli Americani chiamano Jack in the Box, quei giocattoli consistenti in una scatola da cui, girando una manovella, prima o poi saltava fuori un pagliaccetto, in alcuni casi – diciamo – diversamente rassicurante.

La mia scatola era un cubo di plastica azzurro – spigolosissimo, di sicuro quelli destinati alle generazioni successive sono stati riprogettati – con il coperchio e la manovella gialli.
Il girare la manovella produceva un suono dolce, come di carillon, di cui ricordo il timbro, ma non la melodia, che veniva interrotto in modo imprevedibile dallo scatto meccanico del coperchio e l’arrivo del pagliaccetto.
Forse quel giungere repentino mi spaventava un po’ (è chiaro che il ricordo così vivido è il frutto di un trauma), ma non potevo fare a meno di girare la manovella e vedere cosa sarebbe successo.
Cosa sarebbe uscito dalla scatola, e quando?

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